| Architettura del paesaggio |
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L'architettura del paesaggio è una disciplina piuttosto recente, ancora poco sviluppata in Italia. Il termine paesaggio non indica più una “bella visione” o una natura incontaminata, ma fa riferimento a un “prodotto culturale”, risultato della stratificazione degli interventi dell’uomo sul territorio. Se a livello internazionale esistono scuole di paesaggio consolidate, in Italia la figura del paesaggista non ha ancora raggiunto una vera autonomia, perché coincide e si sovrappone ancora con quella dell’architetto e si appoggia solo di recente su percorsi formativi mirati. Anche nella nostra regione esistono pochissimi studi di architettura del paesaggio e solo rari esempi di parchi contemporanei e di giardini privati concepiti da paesaggisti. Tuttavia va progressivamente aumentando la consapevolezza che per affrontare temi come la progettazione del territorio a grande scala, la pianificazione ambientale, la realizzazione di giardini, terrazzi o altri spazi aperti, occorrano competenze specifiche e non esclusivamente architettoniche. Diventa fondamentale incorporare numerosi altri saperi, tra cui la storia, l’ecologia, l’urbanistica, la botanica, l’arte e l’estetica. Il paesaggista lavora con materie vive e in continua trasformazione, di cui deve conoscere le leggi, diverse da quelle che regolano il costruito. Gli elementi progettuali a sua disposizione sono la vegetazione, la terra, l’acqua, il movimento, il colore, il profumo, la luce. L’azione dell’architetto del paesaggio va al di là di un riempimento decorativo, per offrire una soluzione creativa che legge l’identità del sito e ne esalta le potenzialità.
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